Salperai ad Akaroa a bordo del ketch più antico della Nuova Zelanda con un piccolo gruppo, scivolando silenziosi tra scogliere vulcaniche e osservando delfini di Hector, foche pelose e piccoli pinguini blu. Goditi bevande calde sul ponte ascoltando le storie della guida locale e vivi per qualche ora la magia di questo porto vivo.
Il tour dura circa 3 ore nel porto di Akaroa.
Si possono avvistare delfini di Hector, foche pelose neozelandesi, piccoli pinguini blu e albatros.
Caffè, tè, cioccolata calda e biscotti sono inclusi; vino e birra sono acquistabili a bordo.
Il gruppo è limitato a 30 persone per un’esperienza più intima.
Sì; i neonati devono stare in braccio a un adulto, ma il tour è adatto a tutti i livelli di forma fisica.
La barca naviga all’interno del cratere vulcanico di Akaroa Harbour e a volte si avventura nell’oceano Pacifico aperto.
Non è previsto il trasferimento dall’hotel, ma ci sono opzioni di trasporto pubblico nelle vicinanze.
La tua giornata include una tranquilla navigazione di 3 ore sul ketch più antico della Nuova Zelanda con caffè, tè, cioccolata calda e biscotti serviti a bordo; vino locale o birra acquistabili mentre osservi delfini e pinguini con la guida, prima di tornare comodamente ad Akaroa Harbour.
Siamo saliti a bordo del vecchio ketch Fox II proprio mentre il sole illuminava le colline intorno ad Akaroa Harbour. Il ponte era fresco al tatto, un po’ ruvido, ma in modo piacevole, come se avesse vissuto tante avventure. Il nostro skipper, Tony (che sembrava conoscessero tutti), ci ha fatto un cenno breve prima di partire. Nessun rombo di motore, solo il cigolio delle corde e il dolce schiaffeggiare dell’acqua sul legno. Mi sembrava stranamente silenzioso rispetto ad altre gite in barca fatte finora.
Dopo una ventina di minuti, qualcuno ha indicato una piccola pinna che tagliava l’acqua—“delfini di Hector”, ha sussurrato la guida, come per non spaventarli. Sono più piccoli di quanto immaginassi e si muovono così veloci da mettere in dubbio i tuoi occhi. A un certo punto ho sentito l’odore di salsedine e alghe quando il vento è cambiato—un profumo deciso che mi ha fatto capire quanto eravamo lontani dalla città. Tony ci ha raccontato delle scogliere vulcaniche e di come tutto il porto sia un antico cratere; aveva un modo di parlare che trasformava la geologia in un racconto da bar.
Abbiamo navigato accanto a grotte marine dove le foche pelose si crogiolavano come se fossero i padroni di casa (in fondo lo sono un po’). Qualcuno ha passato in giro delle tazze di cioccolata calda—niente di speciale, ma dopo quella brezza fresca era perfetta. Ho provato a dire “albatros” in Māori perché Li mi ha sfidato; Tony ha solo sorriso scuotendo la testa. All’inizio non si vedevano pinguini, poi all’improvviso eccoli lì—piccoli pinguini blu che si muovevano vicino alle rocce. Tutto sembrava quasi irreale, a dire il vero.
La luce è cambiata mentre tornavamo verso Akaroa, oro sull’acqua e tutti più silenziosi di prima. Forse era solo l’assenza di rumore del motore o forse quei delfini—ancora oggi ripenso a quel momento quando a casa tutto diventa troppo caotico.
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