Unisciti a Cinzia nella sua tenuta vicino a Vieste per un pomeriggio rilassante tra degustazioni di vini, formaggi e salumi locali sotto ulivi secolari, con una passeggiata al tramonto tra le vigne della Foresta Umbra. Impara tecniche semplici per assaporare il vino e ascolta storie autentiche, il tutto immerso in sapori veri e conversazioni calde.
Sì, tutte le aree sono accessibili in sedia a rotelle e adatte a ogni livello di forma fisica.
Sì, su richiesta si possono avere prodotti senza lattosio o glutine.
Degusterai tre tipi di vino: bianco, rosato e rosso prodotti alla Tenuta Padre Pio.
Sì, vengono serviti formaggi locali, salumi (anche speziati) e bruschette di pane con olio extra vergine d’oliva.
Sì, dopo la degustazione si fa una camminata al tramonto tra le vigne di Cinzia nella Foresta Umbra.
Sì, i neonati possono stare in passeggino; sono disponibili anche seggiolini appositi.
Sì, gli animali di servizio sono benvenuti per tutta la durata dell’esperienza.
Il pomeriggio comprende la degustazione di tre vini della tenuta (bianco, rosato e rosso) abbinati a prodotti tipici locali come bruschette di pane con olio extra vergine fatto in casa, formaggi e salumi speziati. Potrai scegliere anche acqua o bibite, e partecipare a una passeggiata guidata al tramonto tra le viti autoctone della Foresta Umbra — tutto con Cinzia alla Tenuta Padre Pio, vicino a Vieste.
Ricordo ancora il silenzio che ci avvolse appena arrivammo alla Tenuta Padre Pio, poco fuori Vieste. Un attimo prima stavamo percorrendo una stradina un po’ sconnessa, e poi — improvvisamente — solo il canto degli uccelli e il rumore dei nostri passi sulla ghiaia. Cinzia ci accolse vicino al vecchio frantoio (ci salutò con entrambe le mani, e questo mi fece sorridere), e già sentivo nell’aria quel profumo erbaceo dell’olio d’oliva. Si presentò come se fossimo vicini di casa venuti a prendere un caffè, non semplici ospiti a una degustazione di vini a Vieste.
Ci sedemmo all’aperto, circondati da ulivi contorti che sembravano più vecchi di qualsiasi edificio che conosca a casa mia. Cinzia cominciò a versare piccole dosi del suo olio extra vergine su pezzi di pane — bruschetta di pane la chiamava — e raccontò di come la sua famiglia coltivi queste terre da generazioni. Poi arrivarono i vini: bianco, rosato, rosso. Ognuno con la sua storia (vorrei ricordare tutti i nomi delle uve, ma ero troppo impegnato a mangiare formaggi e a cercare di pronunciare “bruschette garganiche” senza fare brutte figure). Ci fu qualche risata quando provai a dirlo; la pazienza di Cinzia è davvero infinita.
Non pensavo di imparare così tanto sul vero modo di degustare un vino — non solo sorseggiare. Ci mostrò come far roteare il bicchiere e osservare il colore prima ancora di annusare. I salumi erano speziati e i formaggi avevano un retrogusto nocciolato; in qualche modo cambiavano il sapore dei vini a seconda dell’abbinamento. E dopo tutto quel cibo (probabilmente ho esagerato), ci incamminammo tra le vigne nella Foresta Umbra mentre la luce diventava dorata. Era una sensazione quasi magica ma anche concreta — terra sotto le scarpe, filari di viti ovunque, aria dolce ma anche un po’ terrosa.
Cinzia ci indicò quali viti sono autoctone di questa zona della Puglia. Raccontò piccoli dettagli della sua infanzia qui, cose che non troveresti in nessuna guida. Mi venne da pensare a come certi posti ti rimangono nel cuore proprio grazie a persone come lei — generose di storie e di buon cibo. Il sole calò dietro gli alberi mentre stavamo lì ad ascoltare; credo che sia quello il ricordo che porto con me.

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