Questo tour ti porta nel cuore dei luoghi della Seconda Guerra Mondiale in Bassa Slesia: cammina nel campo di concentramento di Gross-Rosen, esplora i tunnel misteriosi di Osówka e scopri storie nascoste nel castello di Ksiaz, tutto con una guida locale esperta che fa rivivere la storia.
Il tour dura generalmente un’intera giornata, inclusi i trasferimenti tra i siti e le visite guidate in ogni luogo.
I bambini possono partecipare se accompagnati da un adulto; alcuni siti sono intensi, ma le guide adattano le spiegazioni per i più piccoli.
I pasti non sono inclusi, ma ci sono pause durante le quali puoi acquistare snack o portare il tuo cibo.
Consigliamo scarpe comode per camminare e una giacca leggera: i tunnel sotterranei possono essere freschi anche d’estate.
Il tour include il pick-up in hotel con minibus climatizzato e il rientro a fine giornata. Avrai un autista che parla inglese e una guida locale che racconta storie nella lingua scelta. Non ci sono costi extra durante il percorso e, se viaggi con bambini piccoli, sono disponibili seggiolini o spazio per passeggini per rendere tutto più comodo alle famiglie.
“Guarda quei segni sulla pietra,” ci ha detto la guida mentre eravamo all’ombra fresca del mattino a Gross-Rosen. L’aria era densa, quasi silenziosa, interrotta solo dal verso di qualche corvo sopra di noi. Camminando tra le vecchie baracche e le pareti ruvide della cava, ho percepito un leggero odore di terra umida mescolata a polvere. È impossibile non sentire il peso di ciò che è successo qui: il gruppo parlava a bassa voce mentre ascoltavamo la storia dei prigionieri costretti a lavorare in condizioni durissime.
Poco dopo, seguendo stradine immerse nel bosco, siamo arrivati al castello di Ksiaz, arroccato sopra il fiume. Le torri spuntavano tra il verde fitto degli alberi, e all’interno la luce filtrava sui murales sbiaditi e sui lunghi corridoi. La guida ci ha raccontato dei tunnel segreti costruiti dagli uomini di Hitler proprio sotto i nostri piedi — un brivido mi ha attraversato pensando a cosa potrebbe ancora nascondersi laggiù. Ricordo di aver toccato una fredda parete di pietra, chiedendomi quanti segreti custodisse.
L’ultima tappa è stato il complesso di Osówka. Ci siamo infilati in stretti passaggi sotterranei dove l’acqua gocciolava costante dal soffitto. I fasci delle torce illuminavano pareti di cemento coperte da strani segni lasciati decenni fa. Regnava un silenzio rotto solo dai nostri passi che risuonavano nei tunnel — un misto di curiosità e inquietudine ci ha accompagnati fino all’uscita alla luce del giorno.

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