Parti da Krakow con un transfer privato diretto ad Auschwitz e Birkenau, accompagnato da una guida esperta che ti farà scoprire storie profonde. Cammina tra i campi, fermati nei punti chiave come la Judenramp e i muri commemorativi, e torna con un silenzio che ti cambierà dentro.
Auschwitz si trova a circa 70 km da Krakow, circa 1 ora e 15 minuti in auto.
Sì, il pick-up e il ritorno in hotel sono inclusi per il tuo gruppo.
Circa 2 ore ad Auschwitz I e 1 ora a Birkenau.
Sì, avrai una guida locale che ti accompagnerà in entrambi i campi.
Il tour è adatto a tutti; i bambini piccoli possono stare in passeggino o in braccio.
Sì, entrambe le aree del campo sono incluse in questa escursione.
Acqua in bottiglia, WiFi a bordo, veicolo climatizzato solo per il tuo gruppo.
Sì, gli animali di servizio sono ammessi in questo tour privato da Krakow ad Auschwitz e Birkenau.
Il tuo giorno include transfer privato con pick-up e drop-off in hotel a Krakow, acqua in bottiglia per il viaggio, WiFi a bordo di un veicolo climatizzato riservato al tuo gruppo, e una guida locale che ti accompagnerà ad Auschwitz I e Birkenau, per poi tornare insieme in silenzio nel pomeriggio.
Siamo partiti da Krakow subito dopo colazione: il nostro autista Marek ci ha preso direttamente in hotel, una vera fortuna perché mi perdo sempre nelle città nuove. Il viaggio verso Oświęcim è stato tranquillo, tra campi aperti e piccoli paesini. Ricordo la luce che cambiava fuori dal finestrino, diventando più morbida man mano che ci allontanavamo dalla città. Marek ci ha raccontato qualche storia della sua famiglia durante gli anni di guerra, senza drammi, ma che ha creato un’atmosfera particolare. Non pensavo di sentirmi nervoso prima di arrivare ad Auschwitz, e invece eccolo lì.
La prima cosa che mi ha colpito entrando nel campo è stato il silenzio, o meglio, quanto fosse assente il rumore. La nostra guida Anna ci ha accolto all’ingresso e ci ha accompagnati ad Auschwitz I. Parlava piano ma con chiarezza; si capiva che aveva fatto questo tour centinaia di volte, ma che ogni parola le stava a cuore. Abbiamo camminato accanto alle baracche di mattoni e visto quelle montagne di scarpe e occhiali dietro il vetro — impossibile non fissarle. A un certo punto Anna si è fermata davanti a un muro dove venivano fucilate le persone; ci ha lasciati in silenzio per un paio di minuti. Era un momento rispettoso, ma anche pesante. Continuavo a pensare a quanto fosse tutto così vicino — Birkenau è a pochi minuti di macchina.
Birkenau era ancora più grande di quanto immaginassi — file e file di baracche di legno sotto un cielo grigio (piovigginava a tratti). Anna ci ha mostrato la Judenramp, dove arrivavano i treni; ci ha spiegato come avvenivano lì le selezioni, proprio sulla ghiaia. Qualcuno del gruppo ha chiesto se qualche edificio fosse originale — Anna ha annuito e indicato quelli ricostruiti dopo la guerra. Camminare lungo quei binari ti entra dentro. Ho cercato di non scattare troppe foto; sembrava sbagliato.
Siamo tornati alla macchina, tutti abbastanza silenziosi, tranne qualcuno che ha chiesto a Marek se non fosse difficile fare questi viaggi così spesso. Lui ha solo scrollato le spalle e detto: “È importante.” Al ritorno verso Krakow nessuno ha parlato molto — guardavo le gocce di pioggia scorrere sul finestrino e pensavo a quello che aveva detto Anna: “La memoria è una nostra responsabilità.” Quella frase mi è rimasta impressa più di ogni altra cosa.
Pagamento sicuro su viator.com

Hai bisogno di aiuto per pianificare la tua prossima attività?