Immergiti nella riserva di Cabo San Lucas con due immersioni guidate tra Pelican Rock e El Arco: guarda le cascate di sabbia, incontra da vicino i leoni marini e passa davanti a Playa del Amor durante la pausa. Attrezzatura inclusa e barca a due passi dal centro: più tempo sott’acqua, meno in viaggio… e magari torni a casa con il sale ancora tra i capelli.
Il tour dura circa 4 ore, con due immersioni e una breve escursione in barca.
Sì, è necessario mostrare il brevetto sub per questa esperienza.
Il ritrovo è al MANTA Scuba Dive Shop vicino alla marina di Cabo San Lucas.
I principali sono Pelican Rock, Playa del Amor, El Arco di Cabo San Lucas e la colonia di leoni marini.
Non è previsto il transfer dall’hotel; l’appuntamento è direttamente al diving.
Sì, bombole e pesi sono forniti e inclusi nella giornata.
No, il pranzo non è incluso ma viene offerta acqua tra le immersioni.
No, questa esperienza è riservata solo a sub brevettati.
La giornata inizia al MANTA Scuba Dive Shop nella marina di Cabo San Lucas, dove la guida si occupa di tutto: attrezzatura, bombole, pesi, acqua per la pausa e anche delle tasse del parco nazionale e imposte locali. Tu pensa solo a immergerti, senza pensieri o costi extra.
Non ci si abitua mai davvero a quel momento in cui ti immergi per la prima volta sotto la superficie a Cabo San Lucas: è come se il mondo si capovolgesse. Ci siamo trovati al negozio MANTA (è proprio vicino al porto turistico, impossibile sbagliare), e dopo un rapido controllo dell’attrezzatura e qualche risata nervosa per le mute che non si chiudono mai, eravamo già in barca. Il tragitto è durato meno di dieci minuti, ma il cuore batteva forte già prima di arrivare a Pelican Rock. La nostra guida, Diego, continuava a indicarci i pellicani in volo e a raccontarci di quando Jacques Cousteau chiamò questo posto “l’acquario del mondo”. Non pensavo di sentirmi così piccolo, ma in senso bellissimo.
Prima bombola: giù dritti tra pareti sottomarine che sembrano scolpite a mano. Sotto c’è un silenzio strano — senti solo le tue bolle e, a volte, lo schiocco lontano di qualche gambero. Ho sfiorato la sabbia vicino al fondo e l’ho sentita scivolare via: Diego la chiama “cascata di sabbia”, sembra inventata ma esiste davvero. A un certo punto, un leone marino ci è passato accanto a razzo (mi ha fatto prendere un colpo!) e poi è tornato indietro, quasi volesse farsi notare. Tra un’immersione e l’altra abbiamo bevuto un po’ d’acqua sul ponte mentre Diego ci mostrava Playa del Amor e El Arco; passava dallo spagnolo all’inglese senza nemmeno pensarci. C’era una brezza salmastra che faceva appiccicare i capelli ovunque.
La seconda immersione è stata più tranquilla. Forse avevo ripreso confidenza con il respiro sott’acqua, o forse era per i banchi di pesci che si muovevano insieme — ricciole, pesci palla, altri che non saprei nemmeno nominare. La visibilità era ottima (Diego dice che qui dentro la baia è quasi sempre così) e la corrente quasi assente. Ci ha spiegato che questa zona di Cabo è protetta dagli anni ’70; si vede che ha funzionato, perché tutto sembra… pieno di vita. Sulla via del ritorno siamo passati vicini alla colonia di leoni marini — abbaiavano così forte che si sentivano sopra il rumore del motore.
Ripenso spesso a quella luce sott’acqua — verde-azzurra, con i raggi del sole che tagliano il mare a strisce. Se sei brevettato e cerchi una giornata diversa a Cabo con chi conosce davvero questi fondali, questa immersione doppia vale tutto, anche solo per quei momenti di silenzio in cui perdi la cognizione del tempo.

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