Cammina tra le rigogliose piantagioni di tè di Munnar con una guida locale che condivide storie di famiglia e segreti della coltivazione. Assaggia chai fresco e colazione tipica su una collina con vista sull’Anaimudi. Aspettati scarpe sporche, risate con la gente del posto e momenti di pace tra verdi colline: un vero risveglio nella campagna del Kerala.
La camminata guidata dura mezza giornata, circa 3-4 ore comprese le soste per colazione e racconti lungo il percorso.
Sì, durante il trekking è prevista una colazione locale sostanziosa accompagnata da chai caldo.
È richiesta una forma fisica almeno moderata; ci sono alcuni tratti ripidi, ma la maggior parte delle persone riesce senza problemi.
Potresti notare tracce di animali come quelle degli elefanti o sentire gli uccelli, ma avvistamenti non sono garantiti.
No, il pick-up dall’hotel non è incluso, ma ci sono opzioni di trasporto pubblico nelle vicinanze.
La guida è un esperto locale di Munnar Great Think Adventures che condivide storie sulla coltivazione del tè e la natura circostante.
La mattinata prevede un trekking guidato tra le piantagioni di tè di Munnar con varie soste per ascoltare storie sulla vita locale e la natura. Durante il percorso riceverai acqua in bottiglia e una colazione tradizionale del Kerala con chai fresco, il tutto all’aperto prima di tornare in città.
Non mi aspettavo che l’aria avesse un profumo così fresco e verde. Appena iniziata la camminata a Munnar, la nostra guida, Sabu, si è fermato a raccogliere una foglia di tè ancora umida di rugiada mattutina, e me l’ha passata. Ha sorriso dicendo che si riconosce un buon tè dal rumore che fa il gambo quando si spezza (ci ho provato, ma credo di aver sbagliato). Intorno a noi si stendevano le colline, con file ordinate di cespugli di tè, più verdi di qualsiasi foto avessi visto. Donne lavoravano silenziose tra le piante, le loro risate si diffondevano leggere nel vento. Era così presto che tutto sembrava morbido e tranquillo, tranne quel suono.
Sabu ci ha raccontato di suo nonno che lavorava in questi campi, e ci ha indicato i sentieri dove a volte passano gli elefanti selvatici (non ne abbiamo visti, ma ci ha mostrato alcune impronte nel fango). Il percorso non era troppo impegnativo, anche se qualche tratto in salita ha fatto bruciare un po’ le gambe, rendendo la colazione ancora più meritata. Ci siamo fermati su una piccola altura con vista sull’Anaimudi, la vetta più alta del Sud India, e mi sono seduto a respirare l’aria di eucalipto e terra. La colazione era semplice: chai caldo versato da una vecchia borraccia e pane locale con chutney piccante. Forse era la vista, o la fame, ma quel sapore era migliore di qualsiasi piatto elaborato.
In quelle poche ore ho imparato più sul tè di quanto avessi mai fatto leggendo etichette a casa. Sabu ha risposto a ogni domanda, anche quando gli ho chiesto perché qui tutti sembrano sorridere così facilmente (lui ha solo riso). A metà percorso il tempo è cambiato: il sole ha squarciato le nuvole all’improvviso, come se tutto si fosse appena lavato di nuovo. Quando siamo scesi in valle, le scarpe erano piene di fango e la testa piena di storie inaspettate. Ancora penso a quell’ultimo tratto in cui abbiamo camminato quasi in silenzio, ascoltando solo il canto degli uccelli e il rumore dei nostri passi sulle foglie bagnate.
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